Nasce prima l'oggetto o il materiale?
Forse non tutti sanno che proprio in Friuli è stato il teatro di una storia imprenditoriale citata nella Treccani come tappa storica nella ricerca dei materiali sintetici. In Italia la produzione di vetroresina è legata al nome di un imprenditore udinese, Gian Pietro Borgnolo che ne inventò, brevettò e detenne il nome fino al 2000. Il successo delle imprese da lui fondate fu dovuto alla realizzazione di grandi impianti come silos e tubature, ma le sue sperimentazioni riguardarono anche oggetti d’arredo o collegati al mondo dello sport. Scomparso recentemente, negli ultimi anni stava sviluppando perfino un progetto per la produzione di energia pulita dal mare, un tema affrontato nelle più attuali ricerche di design. Il Museo del Design del Friuli Venezia Giulia ha pensato di dedicare una mostra a questa impresa industriale poco nota che punta l’attenzione su un materiale invece che su un prodotto finito. Il visitatore che vorrà percorrere le stanze virtuali del MuDeFri scoprirà le svariate applicazioni di questo materiale a oggetti che il visionario Borgnolo immaginava “tradotti” in vetroresina. Ad essi sono affiancati prodotti contemporanei dello stesso settore merceologico: al bob di Eugenio Monti del 1968 è contrapposto un bob studiato all’interno dell’Università di Udine qualche anno fa ma ancora imbattuto dal punto di vista aerodinamico; all’innovativa barca “Corallo” è accostato il lavoro di Maurizio Cossutti, ingegnere navale progettista di vittoriose barche da regata, e così via. Per ogni tema affrontato nelle sperimentazioni di Borgnolo ci sono esempi contemporanei di applicazioni della vetroresina. La mostra “Il bob di Eugenio Monti e altre storie … di vetroresina” punta a una riflessione: sono i materiali a ispirare il
design o prima si inventa l’oggetto e poi si cerca il materiale per realizzarlo? Siamo nel paradosso dell’uovo e della gallina e in presenza di un ragionamento circolare, con una certezza: i materiali stimolano la creatività dei designer.